Vacanze in Sardegna? Troviamo noi la casa o l'appartamento giusto per te!

Italiano English Deutsch Francais Russo



Cerca Casa Vacanze

case vacanza sardegna Appartamenti in provincia di Sassari

 

 

La leggenda e la storia  della  corsa degli scalzi

 

Agli inizi di Settembre si rinnova una festa particolarmente sentita dagli abitanti di Cabras, la corsa degli scalzi. Migliaia di persone partono dalla chiesa paleocristiana di San Giovanni di sinis, portando in spalla il loro santo protettore San Salvatore, e percorrendo scalzi  8 km su ogni tipo di terreno, asfalto, sassi, e strada bianca, arrivando fino alla chiesa di Cabras dove depositano il santo e celebrano la messa.

 

Seguita una festa nel paesino di San salvatore, tra musica, canti sardi. Vino e muggini arrosto , concludendosi nell’allegria e nella condivisione comune.

 

Il significato di questa ricorrenza religiosa ha radici molto antiche. Il fatto che i protagonisti siano scalzi si fa risalire  alla povertà degli abitanti del paese che non avevano la possibilità di comprarsi calzari,  il popolo di cabras erano pescatori e contadini.

 

Il lungo tragitto tra San giovanni  di sinis e cabras, si fa risalire al periodo dell’invasione dei mori intorno all 800 dopo Cristo. Il mediterraneo era sotto il dominio completo dei popoli islamici che avevano conquistato la spagna, l’africa del nord e la penisola arabica, l’italia del sud in particolare la Sicilia.

 

La cultura islamica imperava, per la qualita’ dei suoi scienziati, la capacita’ tecnica, e artistica. Un popolo di nomadi pastori, dopo l’avvenuta di maometto ( 630 d.c) era diventato sofisticato, tollerante ed estremamente organizzato conquistando appunto tutto il mediterraneo.

I mori cosi’ chiamati per il colore della loro pelle scuro, erano di matrice islamica, probabilmente pirati, che facevano incursioni violente lungo le coste della Sardegna, mettendo a ferro e fuoco villaggi e citta’ e portando via le donne e i giovinetti per venderli come schiavi.

 

In una di queste incursioni gli abitanti di Tharros, citta’ sulla costa del Sinis, decisero di scappare nell’interno, protetti dalle paludi e dagli stagni, portandosi via l’unica cosa di valore che ancora rimaneva, il loro santo. Lo fecero cosi’ com’erano,  scalzi e pieni di fede.


RICHIEDI INFORMAZIONI